Flora

Formazione boschiva, Monte San Martino (Foto di Cheleo Multimedia).

Flora

La provincia di Varese ospita una gran varietà di vegetazione. Il territorio  vide la prima colonizzazione da parte della vegetazione a partire da 13000 anni fa, periodo di fine glaciazione. Lo sviluppo delle formazioni boschive inizia con l’innalzamento delle temperature ma subisce parecchie battute d’arresto causato dai repentini abbassamenti della temperatura. Nella zona si sono diffuse queste piante in ordine cronologico: la quercia, pianta che riveste un notevole interesse per alcuni animali come il cervo volante che compie una parte del suo ciclo vitale all’interno delle vecchie ceppaie, il tiglio, l’ontano, l’olmo, il nocciolo, l’abete bianco, il faggio, carpini, il leccio, la quercia sempreverde; la dominazione romana ha permesso la diffusione di piante come il noce, il castagno, la segale abbondantemente presenti nell’alimentazione della popolazione locale. La specie arbustiva più diffusa è il nocciolo. L’abbandono delle attività agricole ha permesso l’affermarsi di robinieti che si sviluppano in boschi monospecifici. Le aree più ricche di acque, come il fondovalle, ospitano Alneti, cioè boschi a dominanza di ontano nero, e saliceti. Sono presenti anche la robinia, il platano, il frassino, la farnia, più rara. Nel sottobosco appaiono il sambuco, l’evonimo e il pallon di neve.