Geologia e geomorfologia

Le cime delle montagne come potevano apparire durante le fasi di avanzata dei ghiacciai del Pleistocene (Foto di Monica Carabella).

Geologia e geomorfologia

L’aspetto dei monti e delle valli varesini quale lo vediamo oggi è il risultato di fenomeni millenari quali la formazione delle montagne: alcuni planisferi esposti nella sala, che raffigurano l’evoluzione della supeficie terrestre dalla pangea  fino alla disposizione dei continenti attuale, illustrano come in conseguenza dello spostamento delle placche sui fondali del mare si siano formate le rocce sedimentarie che costituiscono oggi le Prealpi e di come la successiva collisione delle placche africana e euroasiatica abbia portato all’innalzamento dell’intero arco alpino. Una volta emerse oltre il livello del mare le montagne prealpine iniziarono a subire un lento processo di corrosione, il carsismo, fenomeno che appare particolarmente sviluppato nella zona tra San Martino e Vallalta. Pannelli  e fotografie spiegano quindi l’evoluzione più “recente” del territorio: 6-5 milioni di anni fa con l’abbassamento del livello delle acque del Mediterraneo, i corsi d’acqua si trovarono repentinamente ad avere un notevole dislivello rispetto al mare e conseguentemente una forte potenza erosiva in grado di scavare valli a V profonde fino a 700 m sotto l’attuale livello del mare. Infine, durante l’Era Quaternaria l’avanzata e il ritiro dei ghiacciai durante le glaciazioni lasciarono alcuni segni evidenti sul territorio: la formazione di morene che, sbarrando la valle del Verbano, formò il Lago Maggiore, e il parziale riempimento delle valli attraverso il deposito di materiali morenici provenienti dalle Alpi. Tutti questi fenomeni hanno interessato l’area della Valcuvia, dove a una fase di intensa erosione fluviale, che ha portato alla formazione di una profonda valle a “V“, il trasporto di materiale operato dai ghiacciai e da fiumi e torrenti ha portato al riempimento del fondovalle fino al livello attuale. Tra 15.000 e 10.000 anni fa, la coltre glaciale andò incontro a un progressivo ritiro fino alla situazione attuale, in cui i ghiacciai sono confinati alle vette più alte dell’arco alpino. Il risultato di questi avvenimenti è che le montagne prealpine calcaree sono oggi ricche di specie endemiche, cioè di animali e piante – i relitti glaciali, cioè quelle specie che furono in grado di sopravvivere e di sopportare il forte raffreddamento del clima – la cui distribuzione attuale è limitata a un territorio relativamente ristretto. Due esempi delle montagne varesine sono la primula valcuviana DOC e il Duvalius ghidinii uno scarabeo di grotta.