La linea di difesa nel settore Verbano-Ceresio

Carta militare, 25 dicembre 1916 (A. Rovighi, Un secolo di relazioni militari tra Italia e Svizzera 1861-1961, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, Roma 1987).

La linea di difesa nel settore Verbano-Ceresio

Il Settore Verbano-Ceresio è caratterizzato da vari sistemi di fortificazioni: da Saltrio a Voldomino, a ridosso della Svizzera, per mantenere il controllo del confine; un secondo sistema ad anello da Germignaga-Brezzo di Bedero, passando per i monti Pian Nave, San Martino, Scerré, Marzio, La Nave, Sette Termini, a Montegrino per impedire che il nemico, attraversando la Valtravaglia, la Valcuvia,  la Val Marchirolo e  la Valganna, imboccasse una rapida via verso Milano; un terzo da Luino verso Maccagno per bloccare le vie di comunicazione del saliente luinese e un ultimo baluardo sul massiccio del Campo dei Fiori come estremo presidio a difesa della Valcuvia. Zona di grande rilevanza è quella del Monte San Martino, l’unica area del settore Verbano-Ceresio ad essere stata teatro di scontri sia nella prima che durante la seconda Guerra Mondiale. Il Monte San Martino è dotato di quattro osservatori, una batteria in caverna, una caserma e un elevato numero di appostamenti in caverna, blindati e all’aperto per mitragliatrice. La linea difensiva si conclude a Germignaga con le batterie blindate sul torrente San Giovanni. L’ultimo elemento difensivo è rappresentato dal Forte di Orino, batteria scoperta per quattro cannoni da 149 G collocata in posizione strategica sulla punta di Orino che è compreso nella zona di Campo dei Fiori.