Le opere di fortificazione

Interno di ricovero blindato, Brezzo di Bedero, loc. Sirpo (Foto di Franco Rabbiosi).

Le opere di fortificazione

Tutto il sistema di difesa della Frontiera Nord è costituito in particolare da trincee di battaglia o di combattimento, rinforzate e di comunicazione: il compito della trincea è di proteggere le truppe che la occupano e facilitare l’esecuzione del tiro. Tutte le trincee seguono l’andamento del terreno che con l’ausilio di muri trasversali interni al trinceramento (le traverse) conferiscono maggiore protezione dai tiri d’infilata. La trincea è scavata nel terreno, protetta da un parapetto in terra o pietra e dotata di un fosso ricovero. All’interno del parapetto ospita nicchie poste ad una distanza di 70 cm una dall’altra che potevano contenere munizioni o oggetti di primo utilizzo; il parapetto può anche essere dotato di maniglie in ferro o incave ma anche di scalette e gradinate. La trincea è completata da ricoveri di riposo, latrine, fontanelle e canali di scolo dell’acqua piovana. Ogni tratto di trincea può contenere da 12 a 15 uomini. Le trincee rinforzate sono sui lati sono dotate di mitragliatrici in postazione coperte o scoperte. Le trincee di comunicazione servono a collegare le trincee per tiratori agli ambienti adiacenti. I camminamenti sono passaggi più stretti e più alti delle trincee: sono dotati di copertura o scavati in caverna. Mettono in comunicazione i tratti delle trincee di combattimento, i ricoveri, le stazioni telefoniche, le latrine; devono permettere il passaggio da una trincea all’altra in caso di attacco nemico, il raggiungimento delle postazioni per le armi automatiche, il ricovero dei soldati nei momenti di pausa o eventuali feriti. I ricoveri danno rifugio e riposso ai soldati e proteggono e conservano materiali e munizioni: possono essere in caverna o in galleria