L’organizzazione dei cantieri militari

Operai al lavoro su un tracciato stradale (La Guerra, Comando Supremo dell’Esercito, Raccolta del Reparto fotografico 1916-1918).

L’organizzazione dei cantieri militari

I cantieri istituiti per i lavori di difesa alla frontiera italo-svizzera erano costituiti da compagnie di militari appartenenti alle varie armi e da squadre di operai borghesi dirette da capisquadra e sovraintese da assistenti alle dipendenze delle imprese cui erano appaltati i lavori. Alle Imprese era affidata l’esecuzione materiale dei lavori, svolti a cottimo, secondo gli ordini e le modalità prescritte dagli Ufficiali direttori di Gruppi o Settori. I cantieri erano organizzati secondo i criteri di autonomia e autosufficienza: si ricorreva a strutture artigianali esistenti nelle vicinanze con contratti di lavoro o con requisizioni solo in caso di evidente necessità.  L’Ufficio Staccato di Milano forniva ferro, carbone, esplosivi, una parte degli attrezzi da lavoro, coperte per gli operai e alcune baracche  per il loro ricovero. Il servizio d’ordine nei cantieri era garantito dai Regi Carabinieri delle locali stazioni o dei distaccamenti creati all’uopo e messi a disposizione del Comando Occupazione Avanzata Frontiera Nord. La gestione diretta dei lavori passò ai Comandi militari il 1° giugno 1917. Il reclutamento operai continuò per tutto il 1917, fino al settembre del 1918, quando la guerra si stava avviando a conclusione e la supposta e temuta invasione austro-tedesca attraverso la Svizzera oramai scongiurata.